Sempre più aziende stanno investendo in attività di “digital PR” .
Inizialmente per qualsiasi progetto comunicativo di digital PR si dovrebbe tener conto di 4 punti fondamentali:
1 Qual’è l’obiettivo primario del progetto?
2 Dove/Come la mia audience investe il Suo tempo in rete?
3 Su quale piattaforma il brand è presente? Quali sono gli Insight?
4 In che modo posso aprire un dialogo con l’audience e attraverso quali canali posso ottimizzare l’investimento?
Semplici banalità… ma la cosa più difficile è far capire ad un brand quale sia la sua opportunità di intraprendere una RELAZIONE con l’ audience di riferimento.
Per molti le attività di Pr in rete sono inteese come copertura mediatica di alcuni canali come ad esempio FB, Twitter, ecc..senza tener conto che la natura principe di questi mezzi è la “Socialità” e che dietro un nickname ci sono persone.
Solitamente un’attività nei social media si divide in 3 step forzatamente sequenziali:
1 Ascolto (definizione dell’audience)
2 Analisi (estrapolazione Insight)
3 Azione (implementazione della strategia)
Come già detto, molte di queste cose sono pressochè scontate ma ancora oggi trovo nella rete alcuni progetti di cui faccio fatica a coprenderne le finalità.
Una strategia di social media marketing non funziona a “scatola chiusa”..cioè la capacità di raggiungere gli obiettivi è strettamente correlata alla capacità di rilevare e interpretare dati sia quantitativi che qualitativi dalla rete.
Da qui: ” l’ascolto prima di tutto”.
L’apertura di una pagina FB o di un canale YT o di un account TW sono funzionali se strategicamente efficaci!
La bellezza della Rete è la moltitudine di persone, gusti, pensieri che la compongono e in base a questo è sempre utile ricordare che tutti rientriamo nella “Lunga Coda” del web!
Nessuno obbliga la gente a navigare, scrivere post, caricare foto o video, ecc…la rete è fatta dalle persone per le persone ora più che mai e nei social network gli utenti celebrano le proprie passioni in maniera attiva.